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Visualizzazione dei post con l'etichetta calciatori

And the Oscar goes to...

Oscar, grandissimo talento prima dell'Internacional di Porto Alegre poi del Chelsea, ha dichiarato di non pensare al mondiale, ma di essere concentrato sulla Cina e non sul Mondiale perché non vuole diventare povero e crede sia meglio essere ricco che vivere del ricordo di un Mondiale. In parole povere ha sputato in faccia alla sua gente. Oscar si è trasferito in Cina dal Chelsea a soli 24 anni decretando così la fine di una carriera che sarebbe sicuramente stata lunga e ricca di successi. Oscar viene dal Brasile, un paese in cui il calcio è più di tutto, un paese in cui il Maracanazo del 1950 ha prodotto diversi suicidi e ettolitri di lacrime. Ecco Oscar non ha capito un cazzo della sua terra. Oggi bambino che inizia a giocare a calcio sogna di giocare un mondiale con la sua nazionale ed in Brasile questo desiderio è più grande che in tutto il resto del mondo. Dalle favelas alle spiagge di Copacabana si sogna di emulare le gesta di Ronaldo, Pelé, Junior, Didì o Vavà. Oscar ...

11 domande a chi odia il calcio

Dopo il successo delle domande agli ingegneri voglio, in modo anche un po' subdolo, cavalcare il successo del filone. Oggi mi appello a tutti coloro che odiano il calcio e credono che non seguirlo faccia di loro delle persone più intelligenti. 1) Sapete che dei miti come Pasolini, De André e Paolo Villaggio erano tifosi sfegatati rispettivamente di Bologna e Genoa? 2) Perché vi lamentate degli ingaggi dei calciatori, ma non di quelli degli attori? 3) Chi vi credete di essere per guardare dall'alto in basso chi soffre per una squadra di calcio? 4) Avete mai provato a guardare gli occhi di un bambino mentre gioca e  a soffermarvi su come guarda il suo pallone? 5) Avete mai visto come batte la "Bombonera" quando gioca il Boca? 6) Avete mai guardato i volti di chi vede la propria squadra allo stadio per la prima volta? 7) Sapete che oltre al calcio milionario c'è un calcio fatto di sudore, lotta e di zero soldi guadagnati? 8) Dite che i calciatori si buttan...

La commozione per Davide non è ipocrisia

Chi parla di Asto , come lo chiamavano in ritiro, racconta di un ragazzo serio, solare, con gli occhi brillanti e con una leadership innata. Un ragazzo adottato prima da Cagliari, poi da Firenze ed infine, dopo la shoccante scomparsa, da tutta l'Italia, anzi, da tutto il mondo del calcio. La notizia della morte è arrivata fulminea a squarciare una giornata che aveva portato, dopo tanti giorni, un po' sole, un po' di allegria. E' strano pensare che Asto, sempre sorridente e, come detto da lui stesso, amante del mare, se ne sia andato in una giornata in cui la primavera sembrava timidamente affacciarsi alle porte dell'inverno. Porte che questa morte ha deciso di sbarrare, facendo cadere tutta l'Italia calcistica in un gelo difficilmente sopportabile. A Marassi i tifosi di Genoa e Cagliari, squadre che avrebbero dovuto fronteggiarsi alle 12:30, hanno tributato al Capitano viola un lungo e commuovente applauso. A Firenze i suoi tifosi hanno aspettato il pullm...