Passa ai contenuti principali

Post

Visualizzazione dei post con l'etichetta tifosi

Misantropia Nerazzurra: li mortacci vostri

Inter-Verona 3-0, 10 punti in quattro partite, 0 gol subiti e 10 fatti eppure sono un po' incazzato. Sì perché questa squadra è l'esaltazione della schizofrenia e sono sicuro che prima o poi mi porterà alla pazzia. Dopo 3 mesi di nulla, di abisso profondo o, perché no, di merda pura pare che i giocatori in maglia nerazzurra si siano magicamente risvegliati. Gente come Sbronzovic, Perisic, Candreva ha ripreso a correre come nella prima parte di stagione e ciò fa salire i rimpianti a livelli preoccupanti. Maurito è tornato al gol e Gagliardini è tornato il gicoatore visto ad Atalanta. La squadra oltre al bel gioco è sul pezzo, scende in campo per giocare e non, come nei mesi precedenti, per pascolare ed osservare la meraviglia degli stadi italiani. Col Verona abbiamo assistito ad un'Inter praticamente perfetta, anche se definirla guarita vorrebbe dire non essere interisti e non capire l'Inter. Dall'Inter, da questa Inter ci si può tranquillamente aspettare una tri...

Inter perché fai sempre così?

Inter perché fai sempre così? Perché ogni anno mi illudi che l'anno dopo sarà diverso perché l'allenatore nuovo di sicuro saprà cambiare sta mentalità del cazzo? Ma soprattutto perché continuo ad amarti? Ieri sera contro il Napoli hai mostrato a tutti perché nel girone di andata eri lassù a lottare con Juve e Napoli. Ora nessuno sano di mente poteva pensare che lassù ci saresti rimasta a lungo, ma potevi almeno evitare di andare in letargo tre mesi. Tre mesi in cui la tua voglia è stata pari a quella dei mariti che accompagnano le mogli all'Ikea. Ieri correvano tutti. O quasi. Correva Brozovic, che ha passato gli ultimi mesi a camminare, ma si sa lui è così, prendere o lasciare. Correva Gaglia, che ha fatto vedere perché lo voleva la Juve. Solo uno non ha corso. Ivan. Ivan io ti voglio bene, ma così non si può andare avanti. Noi tifosi siamo pronti a perdonarti, ma tu devi tornare a volare su quella fascia e devi farci tornare in Champions. Su Eder non mi esprimo p...

La commozione per Davide non è ipocrisia

Chi parla di Asto , come lo chiamavano in ritiro, racconta di un ragazzo serio, solare, con gli occhi brillanti e con una leadership innata. Un ragazzo adottato prima da Cagliari, poi da Firenze ed infine, dopo la shoccante scomparsa, da tutta l'Italia, anzi, da tutto il mondo del calcio. La notizia della morte è arrivata fulminea a squarciare una giornata che aveva portato, dopo tanti giorni, un po' sole, un po' di allegria. E' strano pensare che Asto, sempre sorridente e, come detto da lui stesso, amante del mare, se ne sia andato in una giornata in cui la primavera sembrava timidamente affacciarsi alle porte dell'inverno. Porte che questa morte ha deciso di sbarrare, facendo cadere tutta l'Italia calcistica in un gelo difficilmente sopportabile. A Marassi i tifosi di Genoa e Cagliari, squadre che avrebbero dovuto fronteggiarsi alle 12:30, hanno tributato al Capitano viola un lungo e commuovente applauso. A Firenze i suoi tifosi hanno aspettato il pullm...